Isaìa 25,6-10°; Salmo 22 (23); Filippési 4,12-14.19-20; Matteo 22,1-14
Un canto nuovo, cantico d’amore .2 «Strappare il velo»
1. I desideri del Padre nostro: «Per tutti i popoli il Signore preparerà, davanti a lui, una festa di nozze per suo figlio. L’ha detto il Signore: eliminerà la morte per sempre».
In ogni tempo il Signore annuncia la festa di nozze. Già nell’antico popolo di Israele, «Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze». Ancor più la festa di nozze è per l’oggi, l’adesso, il qui ed ora.
Parola di Dio è parola di salvezza: il Signore «asciugherà le lacrime su ogni volto». Il Padre si augura una storia diversa da quella che stiamo creando e vivendo: una storia che canta d’amore.
2. I desideri dei figli: non sempre corrispondono all’invito; non c’è sempre accoglienza. Il “c’ho da fa”: portando scuse, alcuni «non vogliono venire» alla festa; altri non se ne curano nemmeno, non hanno interesse»; altri, pur di proteggere interessi, «insultano ed uccidono» chi dà voce all’invito del Padre.
Nel tempo presente, alcuni hanno di che lamentarsi con il Padre: il linguaggio della fede è sostituito dall’egoismo; cristiani e apostoli non parlano di “teologia del Creato” e non cooperano con il Creatore nel rendere la terra un giardino, ma parlano di “ecologia”, timore o paura, preoccupazione per le sorti della terra.
Rinunciando ad un linguaggio evangelico per favorire un dialogo cristiano, si accettano criteri pagani e materialisti che pongono in alternativa sviluppo e progresso invece che ricercare minor possesso per uno sviluppo progressivo.
Il Padre non si blocca dinanzi alla malvagità: «Andate ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze». I poveri e gli indifesi accolgono l’invito. Qualcuno, raro, accoglie l’invito, ma, in verità, non ha cura della festa, dove si va ben vestiti ed assestati. Spera di scroccare almeno un pranzo: simbolo del disinteresse e della indifferenza di questo tempo nel quale ci si dice cristiani, ma ciò che muove alla “fede” è l’organizzazione e la partecipazione alle sagre parrocchiali.
Il Padre si rivolge a “questo uomo”,: «Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?». Lo chiama «Amico». La risposta? «Quello ammutolì». «Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre, là sarà pianto e stridore di denti».
Constatazione triste di Gesù: «Molti sono chiamati, ma pochi eletti».
3. Il Padre, «strapperà il velo che copre la faccia di tutti i popoli»: conoscano tutti bellezza. Sia dimenticato il linguaggio del mondo; si inauguri un linguaggio evangelico. Convertire desideri; strappare il velo: si alzino occhi al cielo; si ammirino traguardi vitali, impegno di sorriso sereno. Sia vivace una comunità educante.
«Avete fatto bene a prendere parte alle mie tribolazioni». È gioia per l’Apostolo: «Il mio Dio colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù».
La preghiera ed il canto: «Donaci di accogliere sempre le sorprese del tuo amore e canteremo: tutto possiamo in colui che ci dà la forza». «Ecco il nostro Dio. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato perché ci salvasse: rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza poiché la mano del Signore si poserà sul territorio e su ogni casa e famiglia».
«Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen».
(didon)
