Isaìa 5,1-7; Salmo 79 (80); Filippési 4,6-9; Matteo 21,33-43
Un canto nuovo, cantico d’amore .1: “i giorni dopo”.
Ottocentomila persone si sono riunite, a Parigi, per essere parte viva, con il Papa, di un evento «fatto dal Signore». «È una meraviglia ai nostri occhi!».
C’è da scegliere tra due racconti della storia della fede, oggi: il primo, la Chiesa di Cristo non ha più seguaci; il secondo, la Chiesa di Cristo risplende nei giovani che stanno costruendo futuro. Quale lettura degli eventi scegliere? Gli ottocentomila sono venuti per guardare uno spettacolo, ma poco gliene importa? Bisogno di bere, mangiare, cantare per un giorno? E se fossero venuti per cantare Gloria ed Osanna al Risorto ed insieme ricevere bevanda e cibo? Nella speranza che il giorno sia lungo?
Sono «due interpretazioni: una è fonte di vita nuova ed eterna, l’altra di morte certa e definitiva». Un saluto «pieno di stupore e di gioia la verità ci viene incontro. Cristo è risorto!»: meditiamo l’accaduto alla luce della Parola:
1. Dal Vangelo: il Padre «possedeva un terreno e vi piantò una vigna». I contadini, che lavoravano il terreno, furono infedeli, percossero gli inviati del padrone. Il Padre pensò: «Avranno rispetto per mio figlio!». Essi «visto il figlio, lo presero e lo uccisero».
Il Figlio, Gesù, Risorto, rafforza la sua missione e rifiuta i crocifissori: «A voi sarà tolto il regno di Dio». Il progresso della resurrezione viene rallentato dai malvagi, mai sconfitto. Coloro che dal mondo sono rifiutati, li chiama ad essere cooperatori della redenzione: la vigna «sarà data a un popolo che ne produca i frutti».
2. Dio sceglie il cammino per le genti corse ad onorarlo. Ci lamentiamo dello stato della fede nel Cristo, ma qui c’è una moltitudine che accorre: «Era atteso un insuccesso per Cristo ed è accaduto un segno» nella patria di coloro che gridano contro il Papa di Roma e di Cristo.
Un fatto simile accadde all’inizio della Chiesa di Cristo: «Gli Apostoli, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù, ogni giorno, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo».
Accadono giorni d’entusiasmo ed emozione; commossa scoperta; passaggio segreto per la Gloria. Questa realtà esiste. Il cammino per conservarla, suscitatrice di altri entusiasmi? Non perdiamo questa pietra che ci cade davanti e sulla quale potremmo fondare la casa. È successo a Gesù che della Croce dei vili ne ha fatto un trono glorioso e mezzo di salvezza: «La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo».
Accade oggi: “Sempre più ragazzi stanno riscoprendo la Fede, chiedono il Battesimo, si avvicinano alla Chiesa e scelgono Cristo non semplicemente perché lo hanno ricevuto dalla famiglia, ma perché lo stanno cercando. Forse non dobbiamo avere paura di un mondo che sembra allontanarsi da Dio. Nel silenzio, qualcosa sta accadendo. E forse sono proprio i giovani a ricordarcelo. La Messa non è finita. Con Maria verso Gesù. Ave Maria!”: storia della fede. Ecco, ci viene sbattuta in faccia, gloriosa, una realtà inaspettata e sorprendente.
3. C’è, davvero, qualcosa che non va: dobbiamo pensare “al giorno dopo”. Oggi è “il giorno dopo”. Oggi è ogni giorno. Come mantenere nei “giorni dopo” la festa il desiderio di cantare gloria e ricevere bevanda e cibo?
Queste cose a Tuscania succedono ancora, quasi ogni giorno sono presenti sorgenti. Non lasciamo tempo perché si spengano entusiasmo ed emozione. Pensiamo al giorno dopo. Se passa e torna l’indifferenza, non passa più. Forse gli occhi non sempre riescono a scorgere Dio che sta facendo portenti. Dove li sta facendo? Nei cuori giovani, in coloro che poco osservano ripetitive e stanche celebrazioni di riti, stanche predicazioni, celebrazioni compiute per rinnovare rituali antichi e conservare tradizioni delle quali si perde il senso. A manifestazioni nuove, insolite, si hanno presenze entusiaste. Ascoltiamo quei cuori, domandiamo: Chi sei? Perché sei qui? Con chi hai fatto strada? Quale strada hai percorso per arrivare fino ad essere qui?
Ci perdiamo nel preparare i “giorni prima”: Battesimo, Cresima, Comunione, Matrimonio. Per i “giorni dopo”?
Pensiamo ai “giorni dopo”. Un cantico d’amore sta sorgendo da cuori giovani; può convertire l’odio. Da un pulpito vecchio non si gridi contro la Parola che si rende presente per vie insolite: «In ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti». «La pace di Dio custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù: quello che è vero, giusto, puro, onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode sia oggetto dei vostri pensieri».
È vero: ci sarà di che soffrire. Il martirio della Croce, come quella di Gesù, è sempre pronto.
La preghiera: Signore «custodisci e proteggi ogni tralcio» della vigna.
Il cuore: «Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna».
(didon)
