Comunità Parrocchiale Tuscania

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Isaìa 58,7-10; Salmo 111 (112) ;1Corìnzi 2,1-5; Matteo 5,13-16
Immagini somiglianti Gesù Cristo: luce e sale.
Saulo ha sete del vero Dio, anela di mettersi al suo servizio. Lo ricerca con zelo eccessivo: segue i suoi pensieri e, trascurando le Scritture Sacre, finisce per ignorare la verità e perseguita Gesù nei suoi fratelli. Il Signore Gesù cattura Saulo sulla strada per Damasco. Saulo, cieco nell’estasi, riconosce Gesù come suo Dio; nasce alla fede: diviene Paolo. La conversione, l’estasi è un attimo e svanisce. La Parola, però, diviene per lui un carbone ardente nelle mani e nel cuore: non può più tacere e fermare la sua vita; diviene l’Apostolo delle genti, di coloro che provengono dal paganesimo e cercano Dio con cuore sincero.

Paolo, Apostolo, «non si presenta ad annunciare il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza» ed afferma: «Io ritenni di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso». «Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza».
Con umiltà forte e decisa, i credenti sono chiamati ad annunciare Gesù Cristo «perché la fede dei credenti non sia fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio».
Non intimoriscano le parole: i credenti sono chiamati ad annunciare Gesù, non se stessi, con fiducia nella propria dignità:
1. «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente». Come in Paolo, sia esigenza nei credenti l’aspirazione a conoscere oltre gli angusti confini terreni; a trovare soddisfazione nell’essere guidati e posseduti da Dio; ad immettere nei fratelli e nelle sorelle i medesimi ideali.
Lo zelo per la casa del Signore ci consumi come fiaccole ardenti per diffondere l’altra parola di Gesù:
2. «Voi siete la luce del mondo. Non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così far luce a tutti quelli che sono nella casa».
Gesù non limita ad alcuni l’aspirazione ad assumere la missione di annunciatori della Parola: essa è per chi accoglie con entusiasmo l’invito. «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini; fate questo in memoria di me, perché vedano le vostre opere buone». Il desiderio, fame e sete di possedere l’infinito, sia in noi fonte di grazia.
Cari fratelli, possiamo dare sapore e luce ad una umanità, smarrita ed impedita dall’odio reciproco.
“Padre, gli uomini vedano in ogni annunciatore l’emanazione di Cristo Gesù, luce e sale e «rendano gloria al Padre nostro che è nei cieli».
L’indifferenza non ha senso davanti a Gesù che, tra qualche giorno, ricorderemo, «prende, con volto duro, la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme», dove lo attendono il rifiuto, la passione, la morte e risurrezione.
Gesù non subisce passivamente il destino, ma sceglie la via della Croce. Di fronte ad una insicura accoglienza di molti, la sfiducia in noi uomini, non porti alla disperazione verso la tua misericordia di Padre.
(didon)