Ezechièle 37,12-14; Salmo 129 (130); Romani 8,8-11; Giovanni 11,1-45
Risorgere: con Gesù Cristo si può
1. «Signore, ecco, colui che tu ami è malato»: il Signore è Amore. E l’umanità è malata; non so se morta, ma già manda cattivo odore. Le sorelle, una comunità di amici, i discepoli pregano Gesù perché intervenga. «Fratelli», siamo attorniati da «quelli che si lasciano dominare dalla carne». Gesù è invocato ed accetta di tornare dentro l’umanità malata: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli sono di opinione contraria: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?».
Questo uomo, morto dentro, dice Gesù, è «nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo affinché voi crediate. Andiamo da lui!».
2. «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio. Voi discepoli, non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi». Ognuno invochi: «Signore, so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Gesù risponde: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno». Tuo fratello, morto, risorgerà.
La fede cristiana è basata sulla resurrezione di Gesù Cristo e dei suoi fratelli «affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato. Credi questo?». La risposta, se affermativa, dona salvezza: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
3. «Gesù scoppiò in pianto quando vide piangere le sorelle, e piangere anche gli increduli Giudei»: Gesù è totalmente partecipe della vita dell’uomo; è fedele all’uomo più di quanto l’uomo sia fedele a se stesso. Ancora oggi, piange lacrime di sangue su una umanità oppressa e persecutrice: capace di piangere mentre decide il genocidio di un popolo inerme e ribelle.
Diciamo come un giorno «dissero i Giudei: «Guarda come ama!». Alcuni, irremovibili, con ipocrite giustificazioni, continuano ad opprimere i poveri. Altri, pur constatando il martirio dei fratelli, si limitano a rimproverare Dio per il suo mancato intervento: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
4. Nulla potrà il male contro il progetto di Dio: «Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». Il progetto, per mezzo di Gesù, diviene Storia di Salvezza: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?».
Gesù ringrazia il Padre, mentre i nemici ripetono condanne: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».
Gesù, invocato, chiama «a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». «Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario». «Gesù disse: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Da duemila anni avremmo dovuto “liberare” l’uomo e “lasciarlo andare”, aiutandolo a seguire le orme di Gesù Cristo.
«Molti, alla vista delle opere da Gesù compiute, credono in lui». Altri dicono parole ipocritamente bugiarde.
Spunteranno, però, i fiori dopo l’inverno. Verrà pur la primavera della vita per questa umanità. Quanto tempo dovremo ancora attendere dei mesi dell’inverno? Se non immoti o oziosi, ma operosi; se amici e fratelli ci impegneremo su strade polverose ed accidentate; se ripareremo rovine causate da cuori malati, da missili, bombe e cannoni, l’attesa diverrà breve e si giungerà alla Pasqua di Resurrezione
(didon)
