Comunità Parrocchiale Tuscania

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Èsodo 17,3-7; Salmo 94 (95); Romani 5,1-2.5-8; Giovanni 4,5-42
Sete
Caino, ancora oggi, toglie la vita ad Abele, tanto che il popolo ripete la domanda: «Ma il Signore è in mezzo a noi sì o no?». Chi annuncia il Vangelo si addolora: «Che cosa farò io per questo popolo?». Non vede facili soluzioni.
1. «Dammi da bere! Ho sete!»: non lo chiedono farisei, dottori, sacerdoti del Tempio. Forse teologi. Lo chiede la prostituta, il ladro, il cieco, il lebbroso, il povero. In questo tempo, cristianamente ateo, lo chiede Gesù alla donna pervasa dal comune odio verso i fratelli che professano una fede diversa: «Signore, come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me?». “Non hai neppure un secchio, cosa vuoi da me?”.
E Gesù: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: ho sete, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva».
La donna, cuore e mani colmi di pietre, pone alla prova il Signore: «Signore, vedo che tu sei un profeta, ma dove pensi di prendere quest’acqua viva?». Quasi a dire: “Se non hai acqua, che cerchi da me?”. Gesù rifiuta ogni scusa: «Credimi, donna, voi adorate ciò che non conoscete. Chi beve la tua acqua avrà di nuovo sete. Viene l’ora in cui chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno».
Sembra arrendersi, la donna, quando risponde: «Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua», ma, dura nel cuore, rimanda i pensieri ad un domani che mai accadrà: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». “Lasciami stare”.
2. Essere buoni non è essere deboli: Gesù forte e deciso: “Il Messia «Sono io, che parlo con te»”. Pur colpita nell’intimo, scarica su altri l’impegno del coinvolgimento: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?», “Ma, a me, non interessa”.
3. «Molti Samaritani credettero in Gesù per la parola della donna, ma quando giunsero da lui, molti di più credettero per la sua parola e lo pregavano di rimanere da loro e dissero alla donna: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Cari fratelli, è giunta «l’ora – ed è questa– nella quale i veri adoratori sono chiamati ad adorare il Padre in spirito e verità».
4. Il Vangelo si è rivolto, un giorno, alla samaritana, ai suoi conoscenti e clienti. Ora si rivolge a chi si fa discepolo ed annuncia acqua e cibo: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete. Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera».
Fratelli, «l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori». Dobbiamo smetterla di annunciare la Legge, siamo chiamati ad affidarci a scelte d’Amore. Se accogliamo la parola, siamo «giustificati per fede per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato». «Noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio».
Chiamati ad affidarci a scelte d’Amore, smettiamola con l’annunciare unicamente la Legge. Il traguardo di Gesù è affidarci, consegnarci all’Amore. Questa è la conversione: Gesù è venuto per coinvolgere nella costruzione di un futuro di speranza. La penitenza riguarda il passato. A nulla serve batterci pietre sulla testa e nel petto, ribellarci al male ed ai malvagi.
(didon)