Comunità Parrocchiale Tuscania

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Siràcide 27,33–28,9; Salmo 102 (103); Romani 14,7-9; Matteo 18,21-35
Perdonare senza misura è vivere l’Amore
Conosco il bene ed il male, il bello e l’utile, il peccato ed il perdono. Sento di dover scegliere. Quale strada seguirò per la mia vita?
1. Vivere osservando la Legge naturale? È cosa buona, è nella giustizia, ma non è semplice riuscire sempre ad osservare tutte le leggi. Non rispettare la legge è peccato o reato. Vorrei il perdono per i miei errori. La legge dice che “col perdonar troppo a chi falla, si fa ingiuria a chi non falla. Chi perdona ai tristi, nuoce ai buoni”. Più difficilmente si perdona “la ferita della lingua e della penna, che quella del coltello”. Non è facile saper chiedere perdono né concederlo. Questa scelta e questa via da percorrere è proporzionata alle mie attese?

2. Vivere secondo la Legge dell’A. T.? C’è una norma di vita: “Ama Dio sopra ogni cosa; ama tuo fratello, egli è come te». Non è sempre facile. Unico aiuto per vivere fedele è la Parola.
Gesù, nel Vangelo, in una similitudine, aiuta e consiglia: «il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi». Regolare i conti è sempre arduo: si può sbagliare e peccare; chiedere perdono e perdonare.
Il rischio è che “siam di noi stessi adulatori, ed ognun le sue colpe si perdona”. Chiedo perdono per me, accuso altri: «Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?». Comportarsi da giudici è chiedere che il Padre si comporti con noi come giudice: «Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Se non cresci nel chiedere perdono e perdonare, “Chi espierà i tuoi peccati?”. La legge non espia peccati. Ed io? Me la sento di scegliere questa via?
3. Vivere secondo la via di Gesù? È superiore ad ogni legge: «Ma io vi dico: amate come me; come io ho amato». E Gesù, a Pietro, che severo domandava «Signore, quante volte dovrò perdonare? Sette volte? Poche volte?», rispose: «Sempre, ogni volta che il perdono viene chiesto. Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette». Traguardo entusiasmante per il quale Gesù Cristo dona, a chi lo sceglie, mezzi di salvezza: “Perdona ogni volta l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati”.
Nel perdono di Gesù non esiste misura: è amore che va oltre il perdono: “Prega che non periscano; contrasta il male altrui dolcemente; tu, per loro prega”. Se cresci nell’amore, ti sviluppi in età e grazia: sei nell’amore, sei “in Cristo”.
“Chi digiuna, è buono; e chi perdona, è migliore”. “Mente e cuore siano aperti: chi più intende, più perdona”.
E, con il perdono, il silenzio. Il silenzio dopo il perdono mi attrae: è bello scegliere la via di Gesù.
Ed una vita diversa: «Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Per questo Cristo è morto ed è ritornato alla vita».
Gesù Cristo è «il Signore dei morti e dei vivi», è nostro inizio e nostra fine: «Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore». È via di Salvezza e di speranza: meta che sorpassa attese di terra. Sognare cielo.
«Lode e grazie, santissimo Padre, del dono della soprasmisurata tua carità, per la quale all’unigenito dolce figliuolo del tuo cuore non perdonasti, ma per tutti noi scellerati il desti alla dura morte della croce».
«O Dio, tu sei “quei che volentier perdona”, ami la giustizia e avvolgi di perdono, crea in noi un cuore puro a immagine del tuo Figlio, un cuore più grande di ogni offesa, più luminoso di ogni ombra, per ricordare al mondo il tuo amore, senza misura.
(didon)