Isaìa 35,1-6a.8a.10; Salmo 145 (146); Giacomo 5,7-10; Matteo 11,2-11
Riconoscere testimoni annunciatori di serenità
1. L’Uomo non ha bisogno di giudici, ma di annuncio di salvezza. Il Padre, Creatore, promette salvezza a chi non ha fiducia; realizza salvezza per un uomo incapace di tradurre in storia il progetto iniziato. È tempo di gioia: «Si rallegri la terra arida, esulti e fiorisca la steppa». L’Avvento annuncia serenità: «Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio».
La Parola di Dio invita l’umanità, debilitata dal peccato del mondo, al mutamento di ogni prospettiva: «Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti».
Siamo Popolo del Signore: è bello ricostituire l’identità smarrita. «Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio. Giunge la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». In questo «fratelli miei, siate costanti: rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina».
Assopiti su narrazioni delle infedeltà umane al piano di salvezza divina, sembra eccessiva la richiesta della Sacra Scrittura: «Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, anzi riconoscete in loro la presenza di Dio».
2. Annunciatori e testimoni della Parola passano davanti al cuore e non siamo capaci di riconoscerli. Dio si fa nostro prossimo per mezzo di tanti fratelli che annunciano la Parola. Giovanni e Gesù non sono stati accolti: altri grandi testimoni hanno annunciato la Parola e non sono stati riconosciuti, anzi torturati ed uccisi.
Gesù, parlando di Giovanni il Battezzatore, domanda decisamente: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Un uomo vestito con abiti di lusso?».
«Vedete», “ascoltate”: vediamo, ma non trasmettiamo la visione ad altri; ascoltiamo, ma non ripetiamo la Parola. Superficialmente commossi, non offriamo testimonianza per una storia diversa.
Ebbene, «che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via”».
Profeti e testimoni non sono terminati con Giovanni il Battezzatore. Nella storia, che è sempre sacra, raramente come tale riconosciuta, una moltitudine immensa segue la parola. Vicino a me, c’è il testimone, il martire, l’annunciatore, l’uomo di Dio. Il mondo decide di non ascoltare né vedere: riconosciamo, in tempo, i testimoni per la loro identità capace di orientare la vita: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista, ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
“Dio della gioia, che fai fiorire il deserto, sostieni con la forza creatrice del tuo amore il nostro cammino sulla via santa preparata dai profeti, perché, maturando nella fede, testimoniamo con loro la carità di Cristo”.
(didon)
