LA CHIESA DI SAN LORENZO (SS. Martiri)


di Mauro Loreti
La facciata più antica, medioevale, in muratura a vista con blocchi tufacei, di questa chiesa è del 1300 e si trova esternamente nel lato a sinistra, sulla strada che è al fianco del palazzo comunale ; la primitiva porta d’ingresso è murata, la facciata è divisa in due parti da una cornice, ha le aperture tamponate, una lunetta ed una finestra circolare, mentre nel lato sud c’è un abside esterna dello stesso periodo. E’ dedicata al grande san Lorenzo, diacono romano che distribuiva i beni ai poveri. Nel 1612 le reliquie dei santi martiri Secondiano, Veriano e Marcelliano dalla chiesa di San Pietro furono portate in questa chiesa. (altro…)

LA CHIESA DI SAN GIUSEPPE di Mauro Loreti

La costruzione fu iniziata nel 1654 lungo la strada Maestra. La facciata è ad edicola con le volute ed il timpano, un finestrone e le nicchie per le statue. I componenti della Compagnia si radunavano in questa chiesa e partecipavano alle processioni indossando la veste bianca con il cordone ed il rocchetto turchini. La Compagnia di San Giuseppe era aggregata all’Arciconfraternita di San Giuseppe della chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma. In un’iscrizione sopra la porta di entrata c’è scritto :” IN HONOREM SANCTI JOSEPHI HUIUS OSTII LIMINA TANTUM SECUNDIANUS MARCILIANI SUIS SUMPTIBUS CONSTRUCTA PONI CURAVIT” in pratica il contributo dell’oblatore servì soltanto per la porta della chiesa.

Si entra con un alto scalone e vi è un’unica navata. A destra l’altare con la tela di san Francesco di Paola, il romito fondatore dell’Ordine dei Minimi, taumaturgo, in particolare a favore dei poveri e degli oppressi. Fu canonizzato nel 1507. E’ rappresentato con la lunga barba bianca, scarno, con la faccia grave e piena di santità. C’è anche la lastra marmorea di Bartolomeo Bonsignori con il suo stemma e la scultura raffigurante il santo che presenta questa iscrizione: “ GLORIOSISSIMO HUMILITATIS PROTOTYPO SUBMISSE OBTULIT. CANONICUS BARTHOLOMEUS BONSIGNORIUS PATRICIUS TUSCANENSIS SANCTI NICOLAI MAGNI TUDERTI PRIOR ANNO DOMINI MDCCXVII “ al gloriosissimo prototipo dell’umiltà, si comportò affabilmente. Il canonico Bartolomeo Bonsignori patrizio tuscanese priore di San Nicola il Grande a Todi, anno del Signore 1717. L’altare di san Francesco Saverio ,della fine del 1600 , fu eretto per un’iniziativa di alcuni padri Gesuiti che avevano predicato una Missione. Fu istituita la Congregazione degli Artisti che si radunavano per pregare il loro santo Protettore. Si riunivano nella chiesa ogni domenica insieme ad un sacerdote per gli approfondimenti religiosi; dopo recitavano il rosario e partecipavano alla messa. Oltre a questa attività i Gesuiti fondarono l’oratorio che era frequentato di sera. Durò fino al 1860. Anche una compagnia di donne pregava presso questo altare il terzo venerdì di ogni mese ed il giorno della festa del santo. Nelle preghiere venivano sempre ricordati i fratelli e le sorelle defunti. Questo santo fu un gesuita spagnolo missionario in Europa ed in Asia. Nel 1534 con sant’Ignazio di Loyola ed altri confratelli decise di pellegrinare in Terrasanta, dedicandosi alla vita apostolica. Non fu possibile partire a causa della guerra con i Turchi, allora andarono a Roma a disposizione del papa. Nel 1539 fu fondata la Compagnia di Gesù. Nel 1540 San Francesco Saverio fu nunzio apostolico per le Indie dove a Goa lavorò nell’ospedale e nel seminario. Molti si convertirono alla fede di Cristo. Andò poi nel Giappone e battezzò molte persone. In seguito fu anche in Cina dove morì nel 1552 e fu sepolto a Goa in India. A Roma nella chiesa del Gesù c’è il suo braccio destro. Nel 1619 fu beatificato e fu canonizzato nel 1622. E’ rappresentato con l’abito ecclesiastico spagnolo dell’epoca ed un crocifisso in mano. C’è anche lo stemma dei Gesuiti, IHS Iesus Hominum Salvator, Gesù Salvatore degli uomini. Vi è poi l’altare della Madonna del terremoto con un’opera del pittore tuscanese Antonio Arieti del 1855. A sinistra l’altare con lo stendardo dei tre santi Martiri Secondiano, Veriano e Marcelliano, protettori di Tuscania. Vi sono alcuni affreschi ai lati dell’altare maggiore. Nel quadro centrale del 1700 il transito di san Giuseppe il giusto , discendente della famiglia di David, sul letto di morte, assistito da Gesù , da Maria e dagli angeli. San Giuseppe il falegname morì a Nazareth nel modo più sereno, circondato dalle persone care. E’ anche il patrono della buona morte. Vi sono anche tre stemmi della famiglia Consalvi con la nave nel mare. Questa famiglia, dalla quale provenne il grande cardinale tuscanese Ercole, possedeva un palazzo vicino a questa chiesa . Il popolo cristiano di Tuscania ha sempre venerato e venera questo santo con il sentimento di profondo ossequio e di religiosa devozione.

MADONNA SANTISSIMA DEL TREPONTE DI TOSCANELLA NELLA CAPPELLA DELLA SALUTE IN SAN GIOVANNI DECOLLATO (di Mauro Loreti)

E’ l’immagine miracolosa della Madonna con il bambino Gesù del “1400” che si trovava in un’edicola votiva vicino ai ponti antichi sul fiume Marta e sul fosso Maschiolo. Nel 1630 fu spostata nell’allora chiesa di Santa Maria Nuova (ora San Giovanni) in un’antica cappella lì costruita. Da un manoscritto sappiamo che “Adì 28 aprile 1630. Ordine con che fu trasportata la miracolosa immagine della Madonna Santissima del treponte di Toscanella la Domenica dopo il Vespro cantato nella Cattedrale di S. Jacomo, e partì il Clero assieme con il Magistrato (gli amministratori comunali) alla volta di S. Maria Nova, dove aspettò tutte le Compagnie, Confraternite, Fratrerie (altro…)

Domenica 31 maggio la Madonna di Lourdes per le vie della nostra Tuscania

Carissimi parrocchiani come avevamo anticipato domenica scorsa, Domenica 31 Maggio, solennità di Pantecoste e ultimo giorno del mese di Maggio, di sera, faremo una Processione particolare con l’immagine della Madonna di Lourdes per le vie della nuova Tuscania. La Madonna desidera portare la sua benedizione nelle nostre case e nelle nostre famiglie duramente da questa pandemia; la Vergine Immacolata vuole riempire il nostro cuore di speranza e aiutarci a guardare avanti con serenità nonostante le difficoltà che dovremo affrontare. Viene a ricordarci che non siamo soli: lo Spirito Santo continua ad essere sempre presente nella nostra vita. Accogliamo con fede questa visita di Maria! Sarebbe bello addobbare le finestre delle case e partecipare alle preghiere che innalzeremo con la recita del santo Rosario affacciandoci alle finestre oppure sulla soglia delle nostre case. La singolare processione partirà alle ore 19:00 dalla Chiesa di N. S. di Lourdes e seguirà questo
ITINERARIO
Partenza dalla Chiesa di Lourdes – Via Sandro Pertini –Via Emanuelli – Via Cuneo –Via Novara – Via dell’Olivo – – Piazzale trieste – Viale Trieste – Via Fontana nuova –San Silvestro – Via Nazario Sauro Cimitero
Via Cerasa – Via Piansano – ( Villaggio Tuscia ) Via Papa Martino V- Via Piansano – Via Cuzzoli – Piazz don Steno Santi – Via della Lega – Via Piansano – Via Ridolfi – Via Canino – Via F.Baracca –Via E.Toti – Piazza Padre Vanio – Via Kennedy – Via Tarquinia –Via Pietro d’Ancarano – Via Padre Gabriele di Giovannantonio –
Via Tarquinia – Via VI Febbraio – Via Nostra Signora di Lourdes.
I misteri del rosario
1 Mistero: alla fine di Via Pertini
2 Mistero: davanti alla porta di san Marco
3 Mistero: al Cimitero
4 Mistero: Villaggio Tuscia
5 Mistero: Piazzale Padre Vanio

… se tu non trovi un sacerdote per confessarti, parla con Dio …

… Io so che tanti di voi, per Pasqua, andate a fare la Confessione per ritrovarvi con Dio. Ma tanti mi diranno oggi: “Ma padre, dove posso trovare un sacerdote, un confessore, perché non si può uscire da casa? E io voglio fare la pace con il Signore, io voglio che Lui mi abbracci, che il mio Papà mi abbracci… Come posso fare se non trovo sacerdoti?”. Tu fai quello che dice il Catechismo. È molto chiaro: se tu non trovi un sacerdote per confessarti, parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità … leggi tutto

Don Angelo Gargiuli

Don Angelo, è nato a Tuscania il 28 aprile 1927, ha svolto diversi lavori da giovane: ragazzo di bottega da un barbiere, poi da un fabbro, quindi in una falegnameria e poi in campagna. Grande la sua passione per il disegno e la pittura.

Ha poi lavorato in seminario e proprio in seminario arriva la vocazione. Diventa quindi seminarista ed è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1952. Il giorno successivo, la prima messa in cattedrale a Tuscania.

Don Angelo è stato viceassistente dell’Azione Cattolica. Ha fondato il giornale Sottobanco di cui era direttore responsabile, essendo giornalista fin dal 1961.

E’ stato insegnante di disegno; vicerettore ed economo del seminario; aiuto del fratello Mario, parroco di Santa Maria Nuova; insegnante di religione alla scuola media, poi al Preziosissimo Sangue, quindi al ragioneria e al geometri.

Dopo la morte improvvisa del fratello Mario, parroco di Santa Maria Nuova, su richiesta del vescovo Adelchi Albanesi, lo sostituisce nel ruolo.

Dal 19 febbraio 1966, per 40 anni ha svolto il ruolo di padre, fratello, consigliere per tutti i parrocchiani, che avevano sollecitato la sua nomina.

A lui si deve la sistemazione del chiostro Longobardo, della cripta, il recupero delle opere d’arte della chiesa di Santa Maria Nuova, il restauro del soffitto che oggi si può ammirare con le varie pianelle dipinte.

E’ stato uno dei sacerdoti più autorevoli, conosciuti e attivi della diocesi e un pezzo della storia della chiesa di Viterbo che ha servito con zelo instancabile fino agli ultimi giorni della sua lunga esistenza.

Il suo parlare sereno e appassionato, i suoi consigli profondi e puntuali, la sua dedizione generosa e tenace, la sua intelligenza profonda e perspicace, insieme a quell’esperienza di una vita temprata anche dalla sofferenza, hanno fatto di lui un punto di riferimento per tante persone che lui accoglieva con quel sorriso e quella cordialità che sempre lo hanno contraddistinto e per i quali è stato da tutti apprezzato e amato.

Don Angelo Garguli ha lasciato questa vita il 27 febbraio 2019 e le sue spoglie mortali riposano nella sua amata Tuscania.

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