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02 OTTOBRE 2022 XXVII DOMENICA T. O. – Anno C

Abacuc 1,2-3;2,2-4; Salmo 94 (95); 2 Timòteo 1,6-8.13-14; Luca 17,5-10
Fino a quando, Signore?
«Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, non salvi? Perché mi fai vedere l’iniquità e resti spettatore dell’oppressione?».
La risposta di Dio non tarda a venire nella sua parola che attende, però, la piena condivisione dell’uomo: «Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede».
Non siamo fatti per stare a guardare cosa succede. L’uomo, pur credente, ha «timidezza» nella fede. Dio lo incoraggia come un padre amorevole dialogante con il figlio: «Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te. Non vergognarti di dare testimonianza al Signore nostro con forza, carità e prudenza». (altro…)

25 SETTEMBRE 2022 XXVI DOMENICA T. O. – Anno C

Amos 6,1a.4-7; Salmo 145 (146); 1Timòteo 6,11-16; Luca 16,19-31
Dio, dov’è?
«Guai agli spensierati che canterellano al suono dell’arpa; mangiano gli agnelli del gregge e i vitelli cresciuti nella stalla»: è il rimprovero dei profeti per chi dovrebbe servire il popolo di Dio ed invece né cantano canti d’amore a Dio né sono al servizio del suo popolo.
Ecco la promessa: «Cesserà l’orgia dei dissoluti». Su questa preghiera e speranza si innesta la domanda: “Ma Dio che fa? Perché non interviene contro gli ingiusti?”.
Dio non fa il meccanico che ripara le rotture delle nostre macchine da guerra. Sono da meditare le omelie del Vescovo Domenico Pompili per il terremoto di Amatrice: “Si intuisce che Dio non può essere utilizzato come il capro espiatorio. In realtà, la domanda “Dov’ è Dio?” non va posta dopo, ma va posta prima e comunque sempre per interpretare la vita e la morte. (altro…)

18 SETTEMBRE 2022 Madonna Addolorata

Foto eseguita da Orson Welles per richiesta di don Dario Nardi.

Venerdì Santo: piaghe nel cuore. Settembre: speranza per essere ancora con Te.
La parola del Vangelo narra Maria sotto la Croce del Figlio.
La Parola narra, oggi, Maria sotto la Croce dei figli.
La vedo abbracciare la Croce ed il Figlio, la vedo abbracciare noi figli.
Questa immagine è la maggiormente ‘storica’ di Maria. Le altre immagini (Immacolata, Madre di Dio, altre) pongono Maria dentro un alone di santità e di grazia a noi irraggiungibile.
Maria sotto la Croce è la Maria, Madre di Cristo, il primo Figlio, e Madre di altri figli, noi, che siamo sotto la Croce insieme a lei: possiamo avere i suoi desideri, provare la medesima preghiera.
E’ la immagine più cara perché più vicina. Con lei ci si può confidare senza timore e dire le disperazioni inconfessabili e le speranze, il dolore e la gioia, la fiducia incrollabile e la sconfitta, la caduta e la resurrezione. (altro…)

18 SETTEMBRE 2022 XXV DOMENICA T. O. C

Amos 8,4-7; Salmo 112 (113); 1 Timòteo 2,1-8; Luca 16,1-13
«Non potete servire Dio e la ricchezza».
La resurrezione di Gesù Figlio di Dio non è ancora completa: Maria è ancora l’Addolorata tra le madri.
«Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese»: voi cercate ancora di «comprare con denaro il povero e gli indigenti». Profittatori sulla vita dei poveri, dite ancora: «Venderemo anche lo scarto del grano».
Gesù ricorda che «Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro». (altro…)

IL CARDINALE GAETANO BEDINI A TOSCANELLA. di Mauro Loreti

Nacque a Senigallia e fu nunzio apostolico in Brasile, ebbe molti incarichi in Italia ed in Francia, fu arcivescovo di Tebe in partibus infidelium, poi di nuovo in Brasile e negli Stati Uniti. Nel 1855, dopo essere tornato in Italia , fu segretario della Congregazione di Propaganda Fide. Nel 1861 fu vescovo di Viterbo e Tuscania. Risiedeva per tre mesi all’anno nel Vescovado di Toscanella, a suo tempo di Alfonso Donnini. Fu creato Cardinale prete del titolo di Santa Maria sopra Minerva. Nel 1860 il vescovo Gaetano Bedini per recarsi in Cattedrale doveva passare per la strada della chiesa di Santa Maria della Rosa che, spesso, era allagata o impantanata, perché nella piazza si creava un avvallamento e l’acqua piovana ristagnava, pertanto fece rialzare la strada.
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