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Gènesi 18,20-32; Salmo 137 (138); Colossési 2,12-14; Luca 11,1-13
Padre nostro!
La preghiera è dialogo con Dio.
Le Scritture accompagnano nella preghiera per ogni circostanza e per ogni ora della vita quotidiana, nello Spirito Santo, Il dialogo – preghiera tra il Creatore e Adamo è interrotto da Adamo. (Chiunque, come lui, può farlo).
Il Creatore non si stanca di riprendere il dialogo in ogni occasione e con ogni persona.
Ciò è significato nelle parole della prima lettura: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là si troveranno dieci giusti». La risposta del Creatore è accogliente: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».
Il dialogo ha avuto un secondo inizio con Gesù, Parola del Padre fatta Carne.
Gesù ci pone accanto il Creatore come «Padre nostro».
Ingrata è la risposta della Creatura: dovrebbe essere risposta di figlio e fratello ed invece, come Caino, una seconda volta uccide il Fratello mettendo sulla Croce il Figlio, Parola fatta Carne.
Nonostante il tradimento dell’Amore, il Creatore conforterà gli amici di Parola – Carne – Pane: «con Cristo siete sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti».
Non tutti e non sempre gli uomini sono traditori. Prima della venuta di Gesù Cristo, gli uomini non sapevano e non potevano offrire preghiere. Nemmeno nominarlo potevano.
Gesù Cristo, nel Vangelo di Luca, a chi domanda: «Signore, insegnaci a pregare», insegna come pregare il Padre;
insegna la forma perfetta di dialogo: «Quando pregate, dite:». Ecco la preghiera insegnata dal Signore.
La prima richiesta è lode di Dio: «Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno».
Ecco la preghiera della fede: lode, adorazione, ringraziamento
La seconda richiesta è Pane per l’uomo: intercessione, supplica di serenità, di liberazione.
«Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano».
Se abbiamo confidenza con il Padre ogni valore è Pane: per la Chiesa, la Pace per la famiglia, per le nazioni perché vivano la comunione e l’accordo.
Ad una condizione: «Se la tua presenza non ci accompagna, non lasciarci andar via lontano da Te» e, se Tu rimani con noi, «perdona a noi i nostri peccati».
L’umana incoerenza, sostenuta dalla continua presenza del Creatore, riesce a coinvolgere il credente: «anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore». L’impegno dell’uomo, capace di peccato, comporta impegno e corrispondenza dal Padre nostro che sta nei cieli. Consapevoli della debolezza, il dialogo diviene incontro «non abbandonarci alla tentazione».
Gesù insiste per giungere alla conversione del cuore: «io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?
Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Cosa manca alla nostra preghiera, Padre, perché venga ascoltata?
Dacci tempo, Signore, per imparare a pregare.

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