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Percorso teologico-spirituale

Quest’anno l’evoluzione epidemiologica della pandemia ci permette di riprendere le tradizioni della nostra città di Tuscania. Una di queste è la processione del Corpus Domini. Questa festa, che cade sempre la seconda domenica dopo Pentecoste, fu istituita da papa Urbano IV nel 1264, dopo aver riconosciuto il miracolo eucaristico di Bolsena: era l’estate del 1263 quando un sacerdote boemo, di nome Pietro di Praga, in pellegrinaggio a Roma sulla tomba di Pietro …

per chiedere luce sui suoi dubbi inerenti la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, si fermò a celebrare la santa Messa a Bolsena sulla Tomba di santa Cristina. Al momento della consacrazione l’ostia cominciò a sanguinare sul corporale.
Pietro da Praga si recò subito dal papa Urbano IV, che si trovava a Orvieto, per riferirgli l’accaduto. Il pontefice, allora, verificato l’accaduto, dichiarò la soprannaturalità dell’evento e, per ricordarlo, l’11 agosto 1264 estese a tutta la Chiesa la solennità chiamata Corpus Domini, nata nel 1247 nella diocesi di Liegi per celebrare la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia.

Possiamo serenamente dire che la processione del Corpus Domini è l’unica vera processione dell’anno, di sicuro la più importante.
Nelle processioni di Maria Santissima portiamo con noi una bellissima statua, che ce la ricorda con affetto e ci aiuta a pregarla con tanta devozione e raccoglimento. Sono immagini importantissime, di grande valore affettivo e spirituale, a cui i nostri padri si sono affidati e a cui anche noi continuiamo ad affidarci, perché ci rimandano a Lei, la nostra Madre Santa.
Durante la processione del Corpus Domini avviene addirittura qualcosa di più grande: è Cristo stesso, vero Dio e vero uomo, che passa per le strade della nostra Tuscania.
Non è un’immagine, non è un ricordo, ma è Lui stesso, veramente, realmente, sostanzialmente presente. Come hanno detto i bambini il giorno della loro prima comunione: è il Signore Gesù, risorto e presente nell’Eucaristia. È un evento unico: il Signore dell’Universo, il creatore del mondo, il redentore dell’uomo si lascia portare per le nostre vie, in mezzo alle nostre case: come un tempo percorreva le vie di Nazareth e di Gerusalemme, benedicendo, predicando e compiendo miracoli e prodigi fra i poveri della Palestina, ancora oggi Gesù Eucaristia benedice le nostre famiglie, tanto bisognose del suo amore e della sua misericordia.

Negli ultimi anni la comunità parrocchiale si è dedicata sempre con gioia e dedizione alla realizzazione dell’infiorata per la processione del Corpus Domini, proponendo sempre un itinerario artistico-spirituale nei quadri nelle varie piazze del percorso.
Dopo questi due anni di pandemia, vogliamo riprendere questa tradizione. Ci è sembrato opportuno che l’Eucaristia ci portasse a riflettere e a pregare per la delicata situazione che stiamo vivendo: la guerra. Guerra che non è solo in Ucraina o nel mondo lontano dai noi, guerra che è nelle nostre famiglie, nelle nostre storie, nelle nostre vite.
Quante situazioni difficili viviamo quotidianamente! Quante guerre interiori, invisibili ai molti, ci fanno continuamente soffrire! Gesù Eucaristia viene in mezzo a noi per guarirci da queste ferite, per rasserenarci, per difenderci dal male.
Vogliamo qui in anteprima proporvi l’itinerario artistico-spirituale, giorno dopo giorno, che i nostri volontari artisti di Tuscania a cui va il nostro sentito ringraziamento ci presenteranno domenica 19 giugno, durante la processione. In questo modo quel giorno pensiamo possiate gustare meglio i quadri dell’infiorata, così da pregare con più fervore affinché le nostre guerre finiscano e regni la pace, in noi, nelle nostre famiglie, nella nostra comunità, nel mondo intero.
I quadri dell’infiorata si ispireranno liberamente ad alcune opere artistiche di padre Marco Ivan Rupnik e della sua equipe, custodite presso la cappella del Seminario Maggiore di Roma e presso la Cappella del Collegio san Stanislao a Ljubljana – Slovenia.

PRIMO QUADRO – PIAZZA DEL DUOMO – L’INVIDIA DI CAINO
Ogni uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio, ogni persona è fatta per amare e per essere amata.
Eppure nel cuore dell’uomo si annida anche il peccato, l’invidia, la gelosia. Che capovolge la realtà, la disumanizza, la schiavizza. Caino è invidioso di Abele, non pensa che la benedizione di Dio per il fratello rappresenta una benedizione anche per lui. Non gioisce per il fratello, capovolge la realtà: non è più un fratello, ma un nemico. Dio cerca di ravvedere Caino: “Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai”.
Tu puoi dominare il male, tu puoi dominare l’invidia, tu puoi dominare il peccato. Sempre, ovunque, in ogni situazione. Tu sei più forte del tuo cuore, perché Dio è più grande del nostro cuore.

SECONDO QUADRO – SAN GIOVANNI – CAINO UCCIDE ABELE
La violenza capovolge la natura dell’uomo, lo rende schiavo, spegne la luce della sua anima. Abele viene raffigurato simile a Gesù in croce, schiacciato sull’altare del sacrificio. “Dov’è Abele, tuo fratello?” chiede Dio. “Il sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!”. Il testo aramaico dice: i sangui di tuo fratello, al plurale, perché? Perché quando uccidi un uomo, non uccidi solo lui, ma tutta la sua discendenza che non nascerà mai più, i suoi figli, i figli dei suoi figli… all’infinito. Mai essere causa di male per qualcuno! Mai fare del male! Mai la violenza!

TERZO QUADRO -SAN MARCO – GESÙ BUON SAMARITANO
È Gesù stesso a raccontare questa storia: un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, incappa nei briganti, mezzo morto viene lasciato sul ciglio della strada.
Passa un sacerdote, non lo soccorre. Passa un amico, non lo soccorre.
Passa un samaritano, un acerrimo nemico a quel tempo, uno da cui tenersi alla larga: si ferma, se ne prende cura, lo medica con olio, lo avvolge col suo mantello, lo porta con sé alla locanda.
“Abbi cura del tuo prossimo: ciò che farai per lui lo ricompenserò al mio ritorno”.
Così recita una antifona della Liturgia delle ore: queste parole il Signore le dice a noi: abbi cura dei tuoi fratelli, delle tue sorelle in difficoltà, senza speranza. Chinati su di loro, io ricompenserò i tuoi doni di amore quando tornerò, alla fine dei tempi.
La guerra, la violenza, si vince solo con l’amore, mai con l’odio. China il capo sulle sofferenze altrui, perdona chi ti ha fatto del male, lascia andare il rancore, è l’amore che ha l’ultima parola.

QUARTO QUADRO – LA ROSA – LA PACE È DONO DEL RISORTO
“Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano”. Vengo presto è l’invito del Signore. Se la vita non finisce nella tomba, se la morte non ha potere su di noi, se la vita eterna è ciò in cui veramente crediamo, allora che senso ha la guerra? Perché devo accaparrarmi le ricchezze di questo mondo? A che serve avere le tasche piene se dovrò lasciare tutto?
O Signore, fa che quando mi presenterò al mio cospetto possa avere con me frutti di bene e non di male, frutti di giustizia e non di falsità, frutti di pace e non di guerra.

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