“Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli…”
Non siamo qui per piangere ma per meditare riflettere nella preghiera, sul senso della nostra vita e che cominciassimo a vedere la figura di Paolo come una persona che ha da dirci qualcosa per la nostra vita in particolare per la vita di voi giovani , perché il Signore ci mette avanti sempre esempi da imitare nel cammino della nostra vita.
Mi colpirono molto le parole che mi disse il cappellano di Milano quando mi comunicò la morte di Paolo mi disse : Ho visto morire un santo! Quali sono i segreti della santità di Paolo: animazione musicale nella liturgia, il servizio caritas e la disponibilità verso i malati.
Ragazzo molto positivo, mai parole e giudizi cattivi, parole buone di incoraggiamento, di serenità e di perdono, sempre sorridente, amante della vita e amico pieno di fede.
Ci viene spontaneo dire grazie perchè sei esistito, ma che dico, perché ci sei! Sì perchè se Paolo è nella visione di Dio è qui presente come è presente Dio. Oggi non posso non fare un confronto tra Paolo e il Beato Carlo Acutis giovane quindicenne milanese morto di leucemia fulminante in 12 giorni nel 2006 beatificato proprio lo scorso anno il 10 ottobre ad Assisi.
Sia Paolo che Carlo Acutis ci dicono con la loro vita di portare un messaggio a voi giovani.
Il Papa in Slovacchia ieri parlando ai giovani diceva queste parole: “ La vera rivoluzione oggi è ribellarsi alla cultura del provvisorio “. Noi non siamo qui per vivacchiare, ma per fare della nostra vita un’impresa”; ma per fare una grande vita ci vogliono amore ed eroismo e questo è quello che si trova nel Crocefisso amore sconfinato e il coraggio di dare la vita.
Paolo pregava intensamente, Carlo Acutis fece dell’Eucarestia l’autostrada per andare in paradiso. Tutti e due hanno trovato nella loro sofferenza la partecipazione alla Salvezza di Gesù.
Paolo ha vissuto la sua vita con creatività ed entusismo. Diceva sempre Papa Francesco: “Non lasciatevi omologare; non siamo fatti in serie, siamo unici e liberi e siamo al mondo per vivere una storia di amore con Dio.”
Diceva Carlo Acutis.”nasciamo tutti originali e finiamo per morire come fotocopie”
Carissimi invito tutti noi a cambiare la nostra prospettiva nel ricordare Paolo , via i sentimentalismi, ma rivolgiamoci a lui con la nostra preghiera e perché no , proviamo ad imitarlo nel suo semplice stile di vita, se andiamo sulla sua tomba sentiamolo vivente che può intercedere per noi presso Dio.
Ci aiuti Paolo a dare senso alle parole Amore, dolore, gioia, sofferenza, morte e vita eterna.
“Come si può essere tristi se abbiamo Dio sempre presente con noi? La felicità è lo sguardo rivolto verso Dio, la tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi” Carlo Acutis
Grazie Signore perché ci doni persone semplici e giovani che ci testimoniano la bellezza di una vita accolta vissuta e donata.
Il Parroco Mons.Maccarri David

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