LA VENERAZIONE DEI SANTI MARTIRI SECONDIANO, VERIANO E MARCELLIANO NEL 1600

(di Mauro Loreti)
Nel 1704 Antonio Barbacci nella sua “Relazione dello stato antico e moderno della città e chiesa di Toscanella” , quando scrisse della chiesa di San Lorenzo inserì alcuni atti notarili del secolo precedente, relativi al culto dei Santi Protettori di Tuscania, le cui reliquie nel 1612 erano state lì trasportate dalla chiesa di San Pietro .
“Istrumento nel Bergameno nella cassa dove stanno i Santi Corpi dei Martiri. In nome di Dio Amen. Nell’anno dalla sua divina Natività 1618 nel tempo del Pontificato del Papa Paolo V, il 29 gennaio il cardinale Tiberio Muti col titolo di S. Prisca, vescovo Tuscanese e Viterbese, essendo presente nella città di Toscanella si portò alla chiesa di S. Lorenzo e là a Don Tullio Giusti, priore di S. Maria Maggiore e Rettore e parroco di S. Lorenzo, affidò un paio di chiavi ordinando che entrasse nel piccolo sacello, munito della grata di ferro, (altro…)

DOMENICA 25 LUGLIO FESTA DI S. GIACOMO

Carissimi parrocchiani il giorno 25 luglio èla festa di San Giacomo apostolo titolare della nostra con-cattedrale; quando questa festa cade di Domenica è Anno Santo Compostelliano per il Santuario della Spagna dove si trova il corpo del Santo, ma di riflesso anche per tutte le chiese a Lui dedicate. Mi sembra opportuno solennizzare questo giorno con la celebrazione solenne della Santa Messa domenica 25 Luglio alle ore 11:00. Tutti I presenti potranno beneficiare della Indulgenza plenaria, applicabile anche ai defunti, ma soprattutto a noi che oppressi dal peccato sentiamo la fatica della vita specialmente in questo tempo di pandemia. Vi aspettiamo numerosi a questa celebrazione. San Giacomo apostolo preghi per la nostra comunità parrocchiale di Tuscania.

SAN GIACOMO, L’APOSTOLO CHE FA CAMMINARE L’EUROPA

Era discepolo di Gesù, assistette con Pietro alla Trasfigurazione, alla resurrezione della figlia di Giairo e alla notte del Getsemani. Morì martire nel 42. La sua popolarità è dovuta alle spoglie, traslate da Gerusalemme in Spagna, e scoperte al tempo di Carlomagno divenute meta di grandi pellegrinaggi medioevali. Il “Cammino di Santiago” ancora oggi è battuto da milioni di pellegrini ed è Patrimonio dell’Umanità Unesco. È protettore di pellegrini, viandanti, cavalieri e soldati. Il sepolcro contenente le sue spoglie, traslate da Gerusalemme dopo il martirio, sarebbe stato scoperto al tempo di Carlomagno nell’814. La tomba divenne meta di grandi pellegrinaggi medioevali, tanto che il luogo prese il nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata in Galizia, nel Nord della Spagna. Ancora oggi il Cammino di Santiago è una delle mete europee e internazionali più frequentate dai pellegrini. (altro…)

LA CHIESA DI SAN GIUSTO

(Mauro Loreti) Si trova in quella che allora era una posizione strategica, sul fiume Marta, lungo l’antica strada che portava a Corneto (Tarquinia). I collegamenti tra la Tuscia ed il mare erano molto importanti. Fu costruita dai Benedettini nel Novecento quando Tuscania era la più vasta diocesi a nord di Roma. I monaci che erano dell’ordine di San Benedetto da Norcia, poiché c’era carenza di persone che lavorassero la terra , iniziarono a coltivare le campagne deserte e boscose, le dissodarono e seminarono i cereali, le scassarono e vi piantarono le viti, gli olivi e le piante da frutta. Chiamarono in loro aiuto altri agricoltori ed il monastero prosperò nel servizio di Dio. Con i Benedettini risorse l’agricoltura. Accanto alla preghiera pubblica corale , a quella individuale e privata ed alla lectio divina, la lettura della volontà di Dio, la giornata era segnata anche dalla fatica del lavoro manuale: ora et labora!  Nella vita benedettina contava soprattutto l’umiltà e l’obbedienza all’abate nell’amore fraterno e scambievole con i monaci che l’abate regolava con severità, ma con una discrezione sapiente. (altro…)

MENO messe E PIU’ MESSA !

Carissimi fedeli  i tempi che stiamo vivendo sono veramente difficili; tantissime persone non frequentano più la Chiesa e sicuramente  è arrivato il momento di rivedere le nostre celebrazioni, almeno per questo periodo estivo. ” Meno messe e più Messa”,era uno slogan degli anni settanta, gli anni in cui sono stato ordinato sacerdote. Purtroppo è rimasto uno slogan che non è diventato un piano pastorale; abbiamo continuato a celebrare le Messe a ripetizione a tutte le ore; nella nostra parrocchia vedo che ci sono ancora troppe messe: ben 6 Messe domenicali: troppe! In alcuni casi celebrazioni passive con poche persone, una Messa che rischia di non essere più una festa. Il problema è fare della Messa una esperienza di salvezza un incontro personale con Cristo e non un servizio religioso che viene erogato. La cosa più bella sarebbe fare della Messa una vita che incontra La VITA , cioè il Cristo Risorto. (altro…)

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