In alcuni documenti del 1221 questa chiesa era intitolata “Santa Maria Nuova”. Si trova nella piazza centrale lungo la strada che anticamente era chiamata della corsa ,dove si disputava il palio con i cavalli. Nel 1571 il parroco era anche il primicerio del capitolo della cattedrale di san Pietro; questo tempio era rovinato perché aveva subito l’attacco delle truppe di Carlo VIII nel 1495. Durante la ricostruzione della chiesa di san Giacomo, nuova cattedrale, i canonici officiavano in questa chiesa che cambiò nome nel 1662 quando la Confraternita di san Giovanni Decollato e della Misericordia dalla chiesa di san Giovanni Battista vi si spostò. I confratelli , che vestivano un sacco di colore nero ,

erano aggregati all’Arciconfraternita della Misericordia di san Giovanni dei Fiorentini a Roma: seppellivano gratis tutti i cadaveri dei poveri, dei pellegrini e dei condannati, e distribuivano sussidi dotali alle giovani. San Giovanni fu asceta, digiunatore, anacoreta, profeta, predicatore precursore del Cristo e martire. Rese gratuito l’accesso al perdono di Dio. Fu parente, amico e testimone di Gesù e come lui è l’unico santo ad essere festeggiato sia nel giorno della morte il 29 agosto come in quello della nascita il 24 giugno. La facciata settecentesca ha un timpano con un portale architravato ed un rosone ottagonale. E’ ad una navata con a sinistra la cappella della Madonna della Salute con il bambino Gesù con l’affresco del 1400 e di sant’Antonio da Padova; a destra la cappella della Madonna Addolorata in marmo policromo , con gli affreschi dei simboli della passione ed il Volto Santo di Cristo nel velo della Veronica. Appena si entra nella chiesa a destra una scultura lignea del Crocifisso del 1650 ad alto rilievo su un affresco del 1500 dei santi Lorenzo, il diacono con la veste di porpora e la graticola del suo martirio, Antonio da Padova con il libro ed il bianco giglio, Maria Maddalena inginocchiata con una veste con più colori e Verdiana da Castel Fiorentino , monaca eremitica con un serpente , il maligno, che viene sconfitto dal Crocifisso . Nell’altare maggiore, barocco, della prima parte del milleseicento la tela caravaggesca che raffigura la Decollazione di san Giovanni Battista con la croce di giunco e la scritta ECCE AGNUS DEI . Morì decapitato perché aveva rimproverato ad Erode Antipa di aver sposato la propria cognata Erodiade, la quale , nella scena del martirio, fissa gli spettatori mentre la sua serva regge nel piatto la testa del santo che è a terra esanime. Tutto è illuminato da una lanterna, gli angeli alati tengono la palma del martirio, un vecchio ha una torcia in mano ed il carnefice sta per riporre la spada nel fodero. Nel 1837 fu affissa nella chiesa la Via Crucis. La macchina con la statua della Madonna Addolorata, donata alla chiesa dal priore della Confraternita Cristoforo Nodler, nobile tedesco residente a Toscanella, fu esposta dal 1845. Viene portata a spalla da sedici Araldi in processione il venerdì santo con il Cristo morto ai suoi piedi, del 1600 , ed il quindici settembre o la domenica successiva . Tantissimi fedeli raccolti ed oranti assistono ai lati delle strade e le finestre ed i balconi sono ben illuminati. Nel giorno della passione la Vergine è preceduta dai penitenti incappucciati con le tuniche bianche i quali trascinano le catene di ferro molto pesanti, legate alle loro caviglie, i simboli della passione e grandi croci illuminate . Le donne vestite di nero seguono con le torce, i parroci pregano e cantano con il popolo cristiano e le autorità. Il volto della Madonna è segnato profondamente dal dolore ed i suoi occhi sono rivolti al cielo , le mani pendono ai fianchi imploranti. E’ rivestita di un abito nero ricamato con i fili d’oro. La venerazione è molto sentita. Nel 1863 in questa chiesa fu installato l’organo nella cantoria. Sono presenti anche le statue di santa Gemma Galgani, la povera giovinetta di Lucca, sconosciuta e derisa in vita, mistica legata alla spiritualità dell’ordine dei passionisti, ora venerata in tutto il mondo, e di santa Teresa di Gesù bambino , la francese carmelitana che pregava per salvare le anime . Il 16 settembre 1923 il cardinale gesuita Franz Ehrle incoronò l’immagine della Madonna Addolorata e la dichiarò regina di Tuscania.
Mauro Loreti

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