FRATE PAOLO LORETI DI TOSCANELLA, AGOSTINIANO DELLA PROVINCIA ROMANA

Nacque in via della Pace n° 7 il 25 ottobre 1875, figlio di Liberato (pastore, campagnolo, bracciante, agricoltore, bovaro) che era nato nel 1843 a Rasenna di Visso, allora in Umbria e di Prudenzia Bocci (donna di famiglia, bracciante, donna di casa) di Arlena di Castro. Liberato era venuto a Toscanella con la transumanza insieme al padre Arcangelo, alla madre Giovanna Marinangeli , originaria di Nocera Umbra, e dei fratelli Feliziana e Marco. A Toscanella nel 1851 nacque l’ultimo fratello Domenico. La famiglia di Paolo abitò anche in via Valle dell’Oro, via delle Sambucare e via del Riuscello. Le sue sorelle e i suoi fratelli furono: Maria del 1870, Vincenza del 1873, Arcangelo del 1880, un altro Arcangelo del 1881, Giovanni e Beatrice del 1883, Lucio del 1886, Giuseppa del 1890. Paolo aiutò la famiglia fin quando scelse di vivere più intensamente il Vangelo e, quindi, il 24 dicembre 1902 fu ammesso nel convento degli Agostiniani , a Viterbo, alle prove di oblatura, come postulante, in quanto aspirava ad entrare nell’ordine religioso per cui aveva fatto domanda di effettuare il periodo di prova, il postulato. (altro…)

I GESUATI DEL BEATO GIOVANNI COLOMBINI

Nacque a Siena nel 1304 da una famiglia ricca di mercanti, era iscritto all’Arte della Lana. Era sposato ed aveva due figli. Nella maturità rinunciò ai beni ed insieme al fedele Francesco Vincenti si dedicò alla penitenza ed alla preghiera nella povertà. Poiché invocavano continuamente il nome di Gesù chiamò Gesuati i suoi frati. La mattina del 4 giugno 1367 al Porto Clementino di Corneto, l’attuale Tarquinia , sbarcò, giunto da Avignone , il papa Urbano V benedettino; c’erano tante persone ad attenderlo ed anche Giovanni Colombini , Francesco Vincenti ed i suoi 70 seguaci giunti da Toscanella : agitavano i rami d’olivo e gridavano:” Laudato Gesù , viva il Santo Padre!” Era il francese Guillaume De Grimoard. Accompagnavano il papa i cardinali Egidio Albornoz , (altro…)

I BENEDETTINI, I CISTERCENSI ED IL MECENATE MAURO CHECCOLI A TUSCANIA

Eugenio Battisti , storico dell’arte, nel 1951 scrisse:” Può essere utile talora proporre problemi prima ancora di poterne additare una precisa soluzione, specie quando ciò costituisce un invito alla collaborazione nella ricerca e un appello alla tutela di un ‘insigne opera d’arte, altrimenti condannata in breve volger di tempo all’annientamento. E’ questo il caso della veneranda abbazia di San Giusto, presso Tuscania, la cittadina laziale ben nota ai medievalisti per l’ancor problematica basilica di San Pietro. Si tratta di un vastissimo complesso di edifici: chiesa, chiostro, officine e foresteria, sorgente lungo il Marta, l’emissario del lago di Bolsena, a cinque chilometri (da Tuscania) sull’antica strada che portava a Corneto Tarquinia. La posizione doveva essere strategica , nella umida conca percorsa dal fiume , per sorvegliare l’accesso dal mare all’alto Lazio. (altro…)

I SERVI DI SANTA MARIA E LA CHIESA RINASCIMENTALE DELL’OLIVO A TOSCANELLA di Mauro Loreti

Questo Ordine fu promosso a Firenze dai sette santi fondatori, penitenti laici fiorentini, sul monte Senario tra il 1245 e il 1256. O. S. M. Ordo Servorum Beatae Virginis Mariae . Erano impegnati nella ritiratezza, nella preghiera e nel servizio dei più poveri ed emarginati. Gli elementi essenziali della loro spiritualità furono il servizio e la devozione alla Madonna, la vita fraterna, l’invito alla conversione. Accoglievano i fratelli bisognosi e si impegnavano dell’apostolato missionario nella pace, nella misericordia e nella giustizia. Nel 1536 fu loro concesso un luogo nella Comunità di Toscanella: Santa Maria dell’Olivo vicino alla via pubblica per Corneto. Il cardinale Alessandro Farnese iuniore, Legato pontificio di Viterbo , nipote del papa Paolo III e figlio di Pier Luigi Duca di Parma e Piacenza e di Gerolama Orsini Duchessa di Castro, chiese di ricostruire la chiesa per un migliore culto dei frati. (altro…)

La diocesi di Tuscania

Fu eretta già nel 3° secolo dai seguaci degli Apostoli cristiani S. Pietro e S. Paolo . In seguito rappresentò la punta più meridionale della dominazione longobarda in direzione delle terre bizantine e papali. Era il confine tra la Tuscia longobarda e quella romana. La linea di confine era sui crinali dei rilievi naturali e tra le antiche vie romane Clodia , Cassia ed Aurelia. Vicino al lago di Vico fu costruita una palizzata (staphile) qui dividit inter Ortem (romana) et comitatum Viterbiensem (longobardo). Un’altra palizzata c’era tra Viterbo e Bomarzo (bizantina). Tra Norchia e Blera (bizantina) c’era il pedem Leuprandi (la pietra con l’incisione del piede). Questo indicava a coloro che tornavano da Roma che lì iniziava il regno dei longobardi la cui capitale era Pavia. (altro…)

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