Domenica Festa della Divina Misericordia la santa Messa delle ore 18:30 sarà trasmessa dalla Chiesa di Nostra Signora di Lourdes. sul canale Youtube e sulla pagina facebook della parrocchia.

Francesco, Karol e la Divina Misericordia: per chi soffre “in questo tempo difficile”
Al termine dell’udienza generale, nel saluto ai fedeli polacchi, Papa Francesco ha ricordato che domenica prossima, 19 aprile, la Chiesa celebrerà la festa della Divina Misericordia, istituita 20 anni fa da san Giovanni Paolo II, nel giorno della canonizzazione di suor Faustina Kowalska.  Domenica prossima, il 19 aprile, si celebrerà “la festa della Divina Misericordia”.

Nelle sue parole il ricordo di san Giovanni Paolo II, il Pontefice venuto dalla Polonia, che l’ha istituita vent’anni fa, il 30 aprile 2000, “rispondendo alla richiesta di Gesù trasmessa a santa Faustina” Kowalska, la piccola suora polacca, venerata come l’apostola della Divina Misericordia, che tra la prima e la seconda guerra mondiale ebbe numerose visioni di Gesù risorto.

La visione di suor Faustina: Gesù risorto e i due fasci di luce

“Desidero che la festa della misericordia  – disse Gesù a suor Faustina, che riportò queste parole nel suo Diario, alla voce 699 – sia di riparo e rifugio per tutte le anime. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della mia misericordia”. Dal cuore trafitto di Cristo santa Kowalska vedeva partire “due fasci di luce che illuminano il mondo.I due raggile spiegò un giorno Gesù stessorappresentano il sangue e l’acqua’”. Da quel cuore “scaturisce la grande onda di misericordia che si riversa sull’umanità”.

Preghiamo Gesù Misericordioso per la Chiesa e l’umanità

Con fiducia “preghiamo Gesù Misericordioso per la Chiesa e per tutta l’umanità, specialmente per coloro che soffrono in questo tempo difficile. Cristo Risorto ravvivi in noi la speranza e lo spirito di fede”.

Due Papi uniti dalla Divina Misericordia

La Divina Misericordia è sicuramente uno dei temi forti che legano Giovanni Paolo II e Francesco.                              L’ enciclica scritta da san Wojtyla nei primi anni di pontificato, Dives in Misericordia, del 30 novembre 1980, viene ripresa costantemente da Papa Francesco negli atti, nelle parole, e nell’indizione del Giubileo straordinario della misericordia, dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016. Entrambi i Pontefici provengono da situazioni segnate dallo sconvolgimento sociale e dalle difficoltà storiche. E la sensibilità umana, la concretezza storica e l’attenzione che prestano entrambi alla dignità dell’uomo, alle questioni dei più poveri che li rende così vicini nel ricordare alla Chiesa e al mondo la forza della Divina Misericordia.

Giovanni Paolo II, nel 1980, scrive la Dives in Misericordia

La misericordia non elimina la giustizia, ma la supera, chiariva Giovanni Paolo II nella sua Enciclica dedicata a “Dio ricco di misericordia”, intitolando un capitolo “Basta la giustizia?”. Alla domanda rispondeva che la Chiesa è chiamata a proclamare e ad annunciare la misericordia proprio come forma più alta di giustizia nell’amore. Perché la misericordia non è un buonismo, ma la giustizia umana senza Dio porta alla negazione dell’uomo, ad un sistema di schiavitù e alla negazione della dignità della persona.

Vent’anni dopo aver scritto Dives in Misericordia, nel cuore del Grande Giubileo del Duemila, Karol Wojytla canonizzava suor Maria Faustina Kowalska, morta nella sua Cracovia il 5 ottobre 1938, a soli 33 anni e apriva l’omelia con le parole del salmo 118, cantato nell’Ottava di Pasqua: “Celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua misericordia”.

Dal cuore trafitto di Gesù una “grande onda di misericordia”

Sono parole, commentava, quasi raccolte “dalle labbra di Cristo risorto”, che nel Cenacolo “porta il grande annuncio della misericordia divina e ne affida agli apostoli il ministero: ‘Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi… Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi’ “. E prima di pronunciare queste parole, ricordava Giovanni Paolo II, “Gesù mostra le mani e il costato. Addita cioè le ferite della Passione, soprattutto la ferita del cuore”, la sorgente della “grande onda di misericordia che si riversa sull’umanità”.

Divina Misericordia e Risurrezione di Cristo

Non è possibile pensare la Divina Misericordia senza la Risurrezione del Signore,  perché questa è il culmine della rivelazione della Misericordia di Dio, l’apertura alla vita eterna, il dono supremo che Dio in Cristo offre all’uomo, e Gesù è venuto nel mondo proprio per rivelare il volto misericordioso di Dio. “Il suo messaggio di misericordia  continua a raggiungerci attraverso il gesto delle sue mani tese verso l’uomo che soffre.                    E’ così che lo ha visto e lo ha annunciato agli uomini di tutti i continenti suor Faustina, che, nascosta nel suo convento  in Cracovia, ha fatto della sua esistenza un canto alla misericordia: Misericordias Domini in aeternum cantabo”.

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