Papa FrancescoAll’omelia della Messa a Casa Santa Marta  Papa Francesco esorta a fare attenzione alla “caduta con anestesia”, quando gradualmente dimentichiamo il Signore e scivoliamo lentamente nel peccato, relativizzando le cose ed entrando “in negoziato” con gli dei del denaro, della vanità e dell’orgoglio. La Prima Lettura della Liturgia  “ci racconta  l’apostasia di Salomone”, che non è stato fedele al Signore. Quando era vecchio, le sue donne gli fecero infatti “deviare il cuore” per seguire altri dei. Fu dapprima un “ragazzo bravo”, che al Signore chiese solo la saggezza e Dio lo rese saggio, al punto che da lui vennero i giudici e anche la Regina di Saba, dall’Africa, perché aveva sentito parlare della sua saggezza.La lenta apostasia
A quel tempo si poteva avere più di una sposa, che non vuol dire che fosse lecito fare “il donnaiolo”. Il cuore di Salomone, però, si indebolì non per aver sposato donne – poteva farlo – ma perché le aveva scelte di un altro popolo, con altri dei. E Salomone quindi cadde nel “tranello” e lasciò fare quando una delle mogli gli diceva di andare ad adorare Camos o Moloc. E così fece per tutte le sue donne straniere che offrivano sacrifici ai loro dei. In una parola, “permise tutto, smise di adorare l’unico Dio”.  Dal cuore indebolito  “entrò il paganesimo nella sua vita”. Quindi, evidenzia Francesco, quel ragazzo saggio che aveva pregato bene chiedendo la saggezza, è caduto al punto da essere rigettato dal Signore.
Attenti alla mondanità, non si può stare bene con Dio e con il diavolo
Di nuovo il Papa si richiama al Salmo 105 (106) per sottolineare che questo mescolarsi con le genti e imparare ad agire come loro significa farsi mondani, pagani:
E per noi questa scivolata lenta nella vita è verso la mondanità, questo è il grave peccato: “Lo fanno tutti, ma sì, non c’è problema, sì, davvero non è l’ideale, ma…”. Queste parole che ci giustificano al prezzo di perdere la fedeltà all’unico Dio. Sono degli idoli moderni. Pensiamo a questo peccato della mondanità. Di perdere il genuino del Vangelo. Il genuino della Parola di Dio, di perdere l’amore di questo Dio che ha dato la vita per noi. Non si può stare bene con Dio e con il diavolo. Questo lo diciamo tutti noi quando parliamo di una persona che  ha perso la fedeltà a Dio .
Sarà l’amore di Dio a fermarci.
In conclusione, il Papa esorta a chiedere al Signore la grazia di fermarci quando capiamo che il cuore inizia a scivolare.
Pensiamo a questo peccato di Salomone, pensiamo a come è caduto quel Salomone saggio, benedetto dal Signore, con tutte le eredità del padre Davide, come è caduto lentamente, anestetizzato verso questa idolatria, verso questa mondanità e gli è stato tolto il regno. Chiediamo al Signore la grazia di capire quando il nostro cuore incomincia a indebolirsi e a scivolare, per fermarci.
Sarà la sua grazia e il suo amore a fermarci se noi lo preghiamo.
Papa Francesco

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