Il compito essenzialmente è quello di formare il Popolo di Dio, diffondendo lo splendore del mistero vivo del Signore, che si manifesta nella liturgia. Parlare di formazione liturgica significa quindi anzitutto prendere coscienza del ruolo insostituibile che la liturgia riveste nella e per la Chiesa. Dovere dei pastori è aiutare concretamente il Popolo di Dio a “interiorizzare meglio la preghiera della Chiesa”, ad “amarla come esperienza di incontro col Signore e con i fratelli” e, quindi, “riscoprirne i contenuti e osservarne i riti”.
Essendo infatti la liturgia un’esperienza protesa alla conversione della vita tramite l’assimilazione del modo di pensare e di comportarsi del Signore. Affinché la liturgia possa adempiere la sua funzione formatrice e trasformatrice, occorre che i Pastori e i laici siano introdotti a coglierne il significato e il linguaggio simbolico, compresi l’arte, il canto e la musica al servizio del mistero celebrato, anche il silenzio.
La via indicata dal Papa per entrare nel mistero della liturgia e valorizzarne i segni è dunque quella mistagogica. “La mistagogia” significa, infatti, proprio “scoprire la vita nuova che nel Popolo di Dio abbiamo ricevuto mediante i Sacramenti”. Occorre dunque coltivare una formazione permanente. In conclusione il Papa mette in risalto che tutti siamo chiamati a “ravvivare la nostra formazione liturgica”, “via maestra attraverso cui passa la vita cristiana”.
Noi pastori dobbiamo lavorare perché il Popolo di Dio riscopra la bellezza di incontrare il Signore nella celebrazione dei suoi misteri e, incontrandolo, abbia vita nel suo nome. (Papa Francesco)2019_02_17_notiziario_n_52_17_23_febbraio

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi