Isaìa 11,1-10; Salmo 71 (72); Romani 15,4-9; Matteo 3,1-12
Accogliere il dialogo. Aderire al progetto.
Adam non accetta il dialogo con il Padre Creatore: «L’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino». La paura nasconde; genera menzogna per proteggersi. «Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi è stato scritto per nostra istruzione»: vi testimoniamo come attendere Gesù che non è venuto né verrà, ma è qui e viene ininterrottamente nella nostra vita.1. «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Della venuta del Signore ne «aveva già parlato il profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». Giovanni Battista, il Battezzatore, rinnova questa memoria. Poco prima che si manifestasse Gesù, le persone che attendevano con fiducia la venuta del Salvatore «accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui, confessando i loro peccati».
Giovanni, severo contro ogni malvagità, gridava: «Razza di vipere! Fate dunque un frutto degno della conversione: ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco».
Convinto di essere soltanto la voce della Parola, proclamava: «Io vi battezzo nell’acqua per la conversione, ma colui che viene dopo di me è più forte di me». Colui che viene «vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Io non sono degno di portargli i sandali».
2. L’uomo peccatore, come Adam, vorrebbe sfuggire al dialogo: Dio lo impone; non per giudicare, ma per invocare collaborazione per un progetto d’amore. Ogni credente in Gesù Cristo e nella sua parola è chiamato a cambiare opinione, cambiare progetti. È questo un tempo di invocazione e gratitudine.
L’amore conquista ed attrae: è vitale.
Nella Parola di Dio era stato preannunciato: «un germoglio spunterà; un virgulto germoglierà». «Su di lui si poserà lo spirito del Signore»: sarà «spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore».
Il “germoglio” che spunterà «si compiacerà del timore del Signore»: non sarà generata paura nei credenti, ma compiacimento perché “il germoglio”, Gesù Cristo, il Messia, «non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire» a somiglianza di giudici umani e «giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra».
La parola dei profeti, testimoniata in ogni parola delle Sacre Scritture, è stata sempre rifugio per gli oppressi, per i poveri, per i deboli ed anche Giovanni, il Battezzatore, e Gesù Cristo, il Messia, «percuoteranno il violento con la verga della loro bocca e, con il soffio delle loro labbra, uccideranno l’empio».
«La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi»
«Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa».
3. Accogliamo il deciso annuncio di Giovanni, accogliamo il dialogo con Dio, al quale Gesù invita. «Accogliamoci» l’un l’altro come fratelli e figli del Padre e «teniamo viva la speranza con un solo animo e una voce sola rendiamo gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo».
Aderiamo, condividiamo e testimoniamo, ciascuno, il progetto del Messia, Gesù Cristo, per essere tutti un cuore solo ed un’anima sola.
(didon)
